Al momento della scelta dell'indirizzo di questo blog, dopo una serie di tentativi a vuoto alla ricerca di un nome semplice e pertinente, la sorpresa: "regola" era libero! L'architettura è oppressa da leggi e regolamenti, i termini più altisonanti della "creativa" cultura architettonica erano già occupati ma una parolina così semplice e antica e comprensibile da tutti, cioè "regola", era libera!
Questo blog parla appunto di "regole" contro la sregolatezza architettonica.


1 aprile 2012

TOGLIETEMI TUTTO... MA NON IL CORVIALE

Toglietemi tutto … ma non il Corviale
L’ultima presa per i fondelli necessaria a tenere in vita un mostro urbano del quale si è fatta una fonte di reddito a spese dei residenti
di
Ettore Maria Mazzola


Introduzione – Breve riassunto della storia recente di Corviale

In questi anni politici e politicanti, con l’ausilio di architetti e docenti universitari fondamentalisti del “modernismo”, si sono spinti ad ipotizzare le soluzioni più stravaganti e discutibili pur di scongiurare l’abbattimento a furor di popolo dell’orribile complesso di case popolari di Corviale.
Si iniziò con l’assurda pretesa di regolarizzare gli alloggi (ma anche studi medici, uffici e sedi di tutti i partiti politici!!!) realizzati abusivamente al 4° piano(1) spacciando questo intervento come un’opera di “riqualificazione” del complesso … ovviamente, da questa milionaria “regolarizzazione” a spese pubbliche, gli unici che trarrebbero beneficio sarebbero gli occupanti abusivi piuttosto che il resto dei residenti, che continuerebbe a vivere nello squallore impostogli dai creatori di cotanta bruttezza!

Nel frattempo, facendo forza su un video demagogico che promuove le potenzialità e la presunta bellezza del “Quadrante di Corviale” – video che mostra le immagini del lontano Buon Pastore di Brasini e/o della campagna romana, piuttosto che lo squallore senza precedenti del complesso edilizio in questione, alcuni personaggi – rigorosamente non residenti a Corviale – legati al mondo politico e accademico romano, personaggi che hanno fatto di Corviale la propria fonte di reddito a vita attingendo a fondi di ogni tipo, iniziarono a promuovere altre ipotesi di “riqualificazione”, combattendo in maniera subdola l’ipotesi di demolizione e ricostruzione a scala umana del complesso, ipotesi che era stata richiesta a gran voce dai residenti in occasione di una sorta di referendum, organizzato all’epoca del commissariamento dello IACP, che portò alla conferenza “Rigenera Corviale” tenutasi presso la Sala dello Stenditoio del San Michele a Ripa nel dicembre del 2001.

Personalmente, a titolo gratuito e semplicemente a scopo dimostrativo, ho sviluppato una proposta di sostituzione graduale dell’edificato, proposta che, oltre a portare un miglioramento della qualità della vita dei residenti, servirebbe a creare tanti posti di lavoro, e porterebbe tanti soldi nelle casse dell’ATER, denaro che potrebbe essere riutilizzato per sanare altre situazioni di degrado. Questo progetto, inaspettatamente, è anche stato premiato, il premio verrà consegnato il 20 maggio p.v. a Portland nell’Oregon in occasione del 49th International Making Cities Livable, come miglior modello di “rigenerazione urbana” a scala mondiale … ma Roma nicchia.
Sfortuna vuole, che il progetto sia stato preso a cuore dall’assessore Buontempo, facendo sì che venisse interpretato dai dubbi personaggi di cui sopra, come un progetto politico afferente alla destra … indipendentemente dal fatto che il sottoscritto e il Gruppo Salìngaros (all’interno del quale il progetto è stato concepito) risultino assolutamente estranei a qualsivoglia partito o schieramento politico e lo abbiano apertamente dichiarato più volte.

Così, si è assistito ad indegne conferenze, come quella tenutasi nel dicembre 2010 presso il Mitreo Iside di Corviale. In quella occasione, senza possibilità di replica (almeno così speravano) personaggi come Mario Di Carlo, Gianni Paris ed Esterino Montino, moderati da Pino Galeota, attaccarono l’assessore Buontempo, reo di aver bloccato i finanziamenti per realizzare una serie di opere inutili, dopo essersi fatto abbindolare da una serie di “architetti azzeccagarbugli” che gli avevano fatto credere possibile l’operazione di sostituzione edilizia. Ecco che il progetto di rigenerazione del Corviale venne bollato come fascista.

Purtroppo, dal canto suo anche l’assessore Buontempo aveva commesso l’errore di bollare l’attuale Corviale come sovietico, ignorando che il fatto che il progetto di Fiorentino – benché realizzato in un periodo in cui la cultura dominante risultava essere “di sinistra” – appartiene alla cultura modernista figlia dell’ideologia di Le Corbusier e dei suoi seguaci. Le Corbusier nella sua vita provò peraltro a legarsi con tutti i dittatori del mondo, da Hitler a Mussolini a Lenin, pur di promuovere le sue folli visioni urbanistiche basate sulla spersonalizzazione degli esseri umani e la promozione degli interessi privati a discapito del popolo, ma questo non si dice!
Purtroppo per i relatori di quella conferenza, io ero presente e, invitato da Pino Galeota ad intervenire dal palco invece che dalla platea, potetti sbugiardare i relatori davanti agli astanti. Il pubblico mi ringraziò a lungo per avergli aperto gli occhi … quella sera mi fu davvero difficile riuscire a tornare a casa, a causa dell’incredibile manifestazione di affetto e di interesse a saperne di più da parte di decine e decine di “corvialesi”, inclusi “quelli del 4° piano”, che mi trattennero a parlare fino a tardi.
Il giorno dopo ricevetti una telefonata da parte di Fabio Carosi, un giornalista del giornale on-line “Affari Italiani”, il quale mi chiese di intervistarmi presso il Corviale (questo è il link al breve video http://www.youtube.com/watch?v=hnIrk1zXWRI) … aveva saputo del mio intervento presso il Mitreo Iside e, a telecamera spenta mi chiese: “ma lei con chi sta?” … anch’egli era convinto della matrice politica dietro il progetto. Tuttavia, ben presto comprese che non v’era alcun interesse, al di là di quello di voler migliorare le condizioni di vita dei residenti. Al termine dell’intervista, con mia grande soddisfazione, disse: “non capisco … vedo che lei è una persona calma e molto ragionevole, mi avevano detto ben altro dopo il suo intervento al Mitreo!

Intanto Pino Galeota, sapendo che stavamo cercando di organizzare un convegno su Corviale e sulle periferie romane, disse di voler ospitare il mio progetto in una mostra convegno che avrebbe dovuto raccontare, liberi da ogni ideologia, tutta la vera storia delle proposte sviluppatesi negli anni per risolvere il problema Corviale.
… Ovviamente, Pino Galeota s’è “dimenticato” di questa promessa, e a quell’evento ha mostrato tutto tranne che i nostri progetti di rigenerazione(2)… evidentemente le nostre proposte risultavano troppo distanti dalle loro … probabilmente i nostri progetti, e la strategia politico-economica per realizzarli, risultano troppo attenti all’interesse della collettività, piuttosto che ad altro!

E. M. Mazzola – Proposta di Rigenerazione Urbana di Corviale

Ecco quindi che, dal cilindro magico di alcuni professionisti e docenti universitari, venne tirata fuori l’idea di “dividere” lo steccone di 1 chilometro in 5 condomini … noncuranti dei costi di realizzazione e della qualità della vita di queste case, che sembrano ispirarsi all’organizzazione spaziale dei loculi disposti perpendicolarmente alla parete di un cimitero!
G. Tagliaventi – Proposta di Rigenerazione Urbana di Corviale

Altre menti illuminate hanno invece suggerito di farci una sede universitaria, altre ancora di utilizzare i terreni circostanti per realizzare un parco dell’arte contemporanea(3), dove alcuni pseudo artisti contemporanei (sempre a spese nostre e a discapito dei poveri abitanti di Corviale a cui verrebbe anche imposta la visione delle “opere”), sotto l’egida dei più “grandi” nomi del mondo accademico e professionale romano in materia di Arte ed Architettura, avrebbero potuto dare libero sfogo alla loro arte sperimentale!

«Per rendere accessibile il parco – dice l'architetto Nicola di Battista – Nunes ha elaborato un sistema di attraversamento: grandi rotoli di doghe di legno che ricordano le balle di fieno e che saranno srotolati a segnare le strade». Il nuovo Parco Nomade, aggiunge Bonito Oliva, «è pensato in relazione al carattere agricolo del terreno. Uno spazio in progress che terrà conto delle quattro stagioni: ci saranno artisti primaverili, invernali, estivi ed autunnali»
Si è arrivati perfino alla promozione dell’idea di fare le Olimpiadi a Corviale!!! … Toglietemi tutto … ma non il Corviale!
Intanto, come ebbi modo di denunciare all’indomani del convegno organizzato dal Circolo PDL ATER – cui assistetti anche se non invitato – presso l’Hotel Universo di Roma, anche la destra locale ha sviluppato il suo “sistema di guadagno” dal Corviale, non un guadagno economico, forse, ma elettorale. Nell’articolo “Corviale, l’ATER cerca invece di rivenderle con tutte le crepe”(4) raccontavo infatti dell’immorale ipotesi di svendere le case popolari agli ignari residenti. Questi personaggi pidiellini dell’ATER, pur di entrare nelle grazie dei residenti “difficili”, ebbero modo di spiegare che, poiché le case vanno restaurate, possono essere svendute a prezzi stracciati, se non quasi regalate, ai residenti (ovazione del pubblico!).

Nella realtà dei fatti, poiché l’ATER non può permettersi di restaurare il serpentone, questi signori vorrebbero passare la patata bollente ai residenti senza rivelarglielo, così, una volta divenuti proprietari “quasi a gratis”, di qui a qualche anno le 1200 famiglie dovranno mettersi d’accordo per restaurare il mostro: cosa impossibile! … bella vergogna!
In pratica, che si tratti della sinistra, così come della destra, ognuno nei vari schieramenti ha trovato i modo di guadagnare grazie al “problema Corviale”, problema che, Al Quaeda e altri “nemici invisibili” ci insegnano, finché esiste fa comodo a tanti, mentre se venisse meno bisognerebbe inventarsi qualcos’altro!!

Purtroppo, come Gruppo Salìngaros e come Società Internazionale di Biourbanistica e A.V.O.E., negli ultimi due anni abbiamo commesso l’errore di dar credito a chi ha finto di mostrare interesse per la proposta di sostituzione del Corviale con un quartiere a misura d’uomo.
In ben due occasioni, abbiamo visto sfumare una mostra convegno che, in maniera molto minuziosa, avevamo organizzato.

In realtà le occasioni sarebbero tre, visto che già un altro convegno, “Ritorno alla Città”, dedicato al problema delle periferie romane – convegno che avevamo provato ad organizzare all’indomani del megaconvegno che si tenne l’8 e 9 aprile 2010 presso l’Auditorium Parco della Musica – ci venne letteralmente scippato (titolo incluso) dagli organizzatori del successivo convegno a tema che si tenne presso l’auditorium del Museo dell’Ara Pacis … commettemmo l’errore di consegnare la bozza del programma e delle tematiche da trattare, nonché i nomi dei possibili relatori, ad un noto personaggio politico che finse interesse per le nostre iniziative, invitandoci a parlarne presso il suo ufficio di Piazza San Silvestro.
Qualche giorno dopo quel personaggio, parlando alla citata conferenza del Circolo PDL ATER, probabilmente perché mi aveva riconosciuto nella platea disse: “ora che Comune, Regione e Italia sono del Centro Destra, è arrivato il momento per portare avanti le nostre idee e promuovere quegli architetti che da anni militano nel partito … piuttosto che quei professionisti che finora sono stati alla finestra senza mai schierarsi politicamente, e oggi vorrebbero salire sul nostro carro dei vincitori!”.

Ebbene, lo scorso luglio si sarebbe dovuto tenere il Convegno “Demolire per Rigenerare – Roma rinasce dalla Periferia”, durante il quale si sarebbe dovuto mostrare alla cittadinanza non solo i progetti per Corviale, ma anche una serie di realizzazioni simili operate nella vicina Francia (avrebbero dovuto mostrarcele il sindaco di Plessis Robinson, Philippe Pemezec, e il Direttore dell’Ufficio Urbanistico di Val d’Europe, Bernard Rival). Nell’occasione, un esperto di demolizioni, Stefano Chiavalon (Direttore Commerciale della General Smontaggi) avrebbe dovuto illustrare costi, strategie e sistemi di smaltimento e/o riciclaggio dei detriti per una demolizione “indolore” e sostenibile dell’attuale complesso di Corviale.
Il convegno venne posticipato all’ultimo momento al 23 e 24 settembre: 20000 posters a colori di grandi dimensioni, 2000 brochure a colori di 16 pagine, 1000 biglietti d’invito vennero stampati, un video promozionale ed un messaggio audio vennero registrati dall’Assessore alla Casa, per pubblicizzare l’evento, tutto a spese della Regione Lazio, ovviamente … poi però, ad una settimana dall’evento, la presidentessa della Regione, Renata Polverini, fece sapere all’on. Buontempo che, “per esigenze della Presidenza” il convegno non poteva più tenersi.

Intanto gli ospiti francesi erano pronti a partire, alcuni alberghi aspettavano gli ospiti italiani e stranieri, tantissime persone di tutta Italia, interessatissime all’argomento, si erano già attrezzate acquistando biglietti e prenotando alberghi per venire a Roma ed assistere all’evento del quale avevano avuto notizia tramite alcuni siti web.
Non c’è stata nemmeno una parola di scusa nei nostri confronti … probabilmente rei di aver operato gratuitamente! … Soprattutto, non ci sono state scuse nei confronti degli ospiti stranieri da parte della Regione. Tanti soldi sono volati al vento, ma ci è stato detto che la Regione non aveva denaro per poter portare a compimento questo convegno … stranamente, però, in contemporanea sono stati organizzati “in quattro e quattro otto”, diversi convegni dove la Polverini, l’on. Ciocchetti e altri membri del Consiglio Regionale, sono andati a promuovere il vergognoso Piano Casa, addirittura promuovendolo non come Piano della Regione, ma solo a nome della Giunta Polverini.
Probabilmente i nostri piani, “troppo sociali”, cozzavano con quelli di carattere prettamente privatistico del Piano Casa della Regione. Ecco perché, ad una settimana dall’evento – ovvero quando la Polverini e Ciocchetti, dovendo preparare i loro interventi, hanno letto le nostre relazioni rendendosi conto del rischio imminente – è stato deciso che quel convegno non andasse più fatto!
Per vie traverse, abbiamo saputo che il convegno ha fatto traballare la sedia di Buontempo, probabilmente questa è la ragione per cui anche lui ha deciso di dimenticarsi di noi, nonché degli ospiti nazionali ed internazionali e del convegno!

L’ultima trovata

Il 23 marzo u.s., l’indomabile Pino Galeota ha trasmesso a tutti i nominativi inclusi nella sua mailing list – me incluso – l’invito alla conferenza, tenutasi presso la Sala di Controllo - Biblioteca di Corviale, intitolata “Corviale indiretta con Pechino e New York – vi raccontiamo una storia vera: Corviale incontra il mondo che verrà”.
L’idea è di quelle che solo nella mente di un architetto visionario, e con una cognizione relativa della realtà, può svilupparsi:
Una Rete glocale di tetti (United Roofs), uniti dalle coltivazioni possibili, con o senza suolo naturale, per la creazione di una vera e propria armatura ecologica finalizzata alla bonifica della crosta urbana di cemento e asfalto. Inizia così il lancio pubblico dei primi nodi di questa Rete globale, che sfruttando l'ecosistema digitale trasforma la rigenerazione degli ecosistemi urbani in un vero e proprio sogno condiviso ad occhi aperti. Corviale si candida ad essere il più grande orto pensile (Roof Top Farm) del mondo da mostrare all'Esposizione Universale di Milano 2015, per nutrire il pianeta nell'era del nuovo urbanesimo”.
Purtroppo, molti architetti autoproclamatisi “bio”, e soprattutto moltissimi docenti dediti all’insegnamento di una pseudo-sostenibilità, tendono a promuovere idee “ecocompatibili” che di biologico e possibile hanno davvero poco!
Sarebbe quindi utile informare i comuni mortali che tanti teorici di queste idiozie – il cui sedere incollato alla cattedre universitarie ha impedito negli anni di dotarsi di un’esperienza pratica della costruzione, così come di conoscere l’abc della botanica –tendono a confondere la realtà virtuale con quella reale!
In pratica, poiché un rendering al computer consente loro di rappresentare alberi e piante ovunque, indipendentemente dal fatto che non vi siano le condizioni ambientali, alcuni architetti risultano fermamente convinti che la cosa sia possibile. Questi individui risultano talmente assoggettati alla realtà virtuale, da confonderla con quella vera, e questo convincimento diviene sempre maggiore quando, grazie alla loro autorevolezza, riescono facilmente ad illudere la gente comune: quest’ultima è infatti assolutamente convinta che, “poiché la cosa è detta da un esperto” è vera e possibile, nonché ecologicamente sostenibile!

Per fare un esempio su tutti, visto che nel documento di Corviale si fa menzione di Milano 2015, possiamo discutere della proposta dell’archistar nostrana Stefano Boeri elaborata per far credere agli stolti che i grattacieli possano essere “sostenibili”. Boeri è infatti convinto che possa realizzarsi un “Bosco Verticale”, una idea a dir poco ridicola che non tiene conto di molti fattori:

1. gli alberi necessitano di radici profonde per poter crescere correttamente e non cader via al primo vento o nevicata … nel qual caso dunque, cadendo da un’altezza di gran lunga superiore a quella di un marciapiedi, qualche problema lo potrebbero causare!
2. gli alberi necessitano di potature stagionali e, a meno che non si voglia chiedere a Reinhold Messner e compagni se vogliano mettersi a fare i potatori, difficilmente si può pensare che qualcuno possa potare degli alberi al 30° piano di un edificio;
3. la presenza delle fitte alberature dei rendering di Boeri lascia pensare che, indipendentemente dalla presunta sostenibilità, i residenti saranno costretti a tenere le luci accese 24 ore al giorno;
4. gli edifici per il bosco verticale sono rigorosamente di tipo industriale, ovvero risultano realizzabili solo ed esclusivamente con materiali e tecniche lontane anni luce dai canoni della sostenibilità reale;
5. tutte le tecnologie atte a rendere possibile un verde che non cresca dove la natura lo avrebbe pensato, (verde orizzontale o verticale che sia), prevede sempre una massiccia presenta di sistemi chimici di “fertirrigazione”, che di biologico e di ecocompatibile non hanno proprio nulla! Si vedano per esempio su internet i siti della case produttrici che pubblicizzano i “prati verticali”.

Nel caso di Corviale inoltre, non si può fare a meno di sottolineare lo stato di fatiscenza delle strutture, nonché l’assenza delle condizioni ambientali e strutturali che impediscono qualsivoglia ipotesi di piantumazione delle terrazze!!
Tuttavia, essendosi convinto anch’egli della reale possibilità della cosa, Pino Galeota ha provveduto subito a promuovere il Seminario Aperto "Coltiviamo insieme Corviale. Prove di innovazione sociale", tenutosi il 29 marzo 2012. È incredibile notare la velocità con la quale certe cose vengano organizzate, si trovino i fondi e si mettano in pratica!

In certe iniziative, è fondamentale infarcire i testi di retorica, sicché nell’invito si può leggere:

«Riemergono nelle società moderne i bisogni ancestrali legati alle relazioni uomo-terra e uomo-cibo come reazioni al disagio urbano e alla crisi economica con cui soprattutto le società occidentali stanno già facendo i conti. Ripensare ai modelli di welfare e di governo del territorio nonché il senso stesso del luogo e dell’abitare significa interagire con un futuro, che già è qui, di una globalizzazione in cui crescono l’insicurezza alimentare, il rischio di esaurimento delle risorse naturali, la crisi energetica, i cambiamenti climatici e l’intensificarsi dei flussi migratori.
Corviale e il suo Quadrante da problematico aggregatore insediativo mette al centro di questo incontro seminariale la sua volontà di trasformazione in un aggregatore di socialità positive.
Roma Capitale sta, in continuità con il passato, allargando il suo corpo in un’area metropolitana di ingenti dimensioni. Ne fanno testo le migrazioni degli abitanti e la crescita su un’area vasta dei problemi collegati a questo modello di espansione urbana.
Un sovrapporsi di insediamenti spesso scollegati e costruiti su scelte dettate dalla rendita fondiaria, una sorta di continuum urbano-rurale in cui le attese di un futuro e redditizio cambiamento delle destinazioni d’uso prevalgono su una programmata visione degli intessi delle Comunità e delle vocazioni dei territori.
Il filo che si sta riannodando in modo orizzontale parla la lingua della multifunzionalità e l’interdisciplinarietà dell’agricoltura, la tutela attiva dei territori, uno sviluppo locale partecipato, un’interazione dell’urbano rurale che risponda ad una domanda di servizi che i cittadini e le nuove economie verdi richiedono.
Orti urbani, agricoltura sociale, tetti da costo a risorse, co-housing, food hubs, economia di comunione sono alcuni esempi di innovazione sociale in cui le dicotomie città/campagna, modernità/tradizione, complesso/semplice si stanno trasformando in forme reali, possibili e sostenibili dell’abitare.
Insieme abbiamo il dovere di presentare Roma all’Expò Milano 2015 con diverse carte in regola».

… Peccato che di biologico e di ancestrale non ci sia proprio nulla!!
Ebbene, penso che sia ora di smetterla con queste prese in giro nei confronti della popolazione residente in realtà degradate come Corviale.
L’agricoltura va promossa, ma non sui tetti, e non a base di sostanze chimiche che la rendano possibile!
Corviale non può continuare ad essere una fonte di guadagno per chi non vi risiede, o per chi continui ad attingere ininterrottamente a fondi e contributi pubblici per organizzare convegni e mostre, che a tutto servono, tranne che a migliorare la vita di chi viva all’interno di un esperimento urbanistico fallimentare!
Se si vuole pensare a come migliorare le cose si deve cambiare necessariamente visuale, ciò vuol dire cambiare innanzitutto quei consiglieri che portano personaggi come Galeota, il sindaco e i vari assessori, a credere alle idiozie che gli vengono propinate come “giuste perché dette da degli esperti”.

Questo significa che, piuttosto che pensare ancora a tenere in vita un fallimentare capriccio modernista, ipotizzando le soluzioni più stravaganti e insostenibili, bisognerebbe pensare a come creare integrazione e posti di lavoro per i residenti, bisognerebbe promuovere l’artigianato e la piccola e media imprenditoria locale, bisognerebbe pensare a come tornare ad operare come quando l’edilizia popolare era costruita in proprio dall’Ente, che mirava a ridurre al minimo, se non addirittura ad eliminare, le spese di manutenzione dell’edilizia pubblica, secondo le indicazioni date da Quadrio Pirani in occasione del Concorso per un Nuovo Tipo di Casa Popolare del 1911, bisognerebbe mirare a creare il senso di appartenenza e il senso di comunità per i residenti, arrivando a realizzare dei centri vitali alternativi al centro storico, e dotati di luoghi di aggregazione, istruzione, produzione e commercio, ove tutte le funzioni vitali risultino presenti.

Note:
1)Il 4° piano, secondo la mente illuminata dell’autore del progetto avrebbe dovuto essere il piano negozi
2) Anche Gabriele Tagliaventi, insieme con Alessandro Bucci, ha sviluppato una proposta di sostituzione graduale dell’attuale Corviale con una sorta di “Città Giardino”
3) “Parco Nomade” di Corviale, il grande progetto curato da Achille Bonito Oliva e realizzato dalla 'Fondazione Volume!' cfr. http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/10_giugno_22/corviale-parco-nomade-deleo-1703247281170.shtml
4)Il Tempo, 1 Giugno 2010, Cronaca di Roma, pag.42

9 commenti:

ettore maria ha detto...

grazie Pietro,
ora spero che venga letto da tante persone che meritano di essere informate sulla situazione in corso. Tanti infatti chiedono ancora risposte sul "convegno che non c'è più stato", così come tanta gente di Corviale non sa di essere indirettamente sfruttata per altri fini, ed è giusto che sappia quello che c'è dietro le finte promesse eco-sostenibili!
Ciao
Ettore

Leonin ha detto...

Hi! A very interesting blog. I was wondering if there is a school of architecture in Europe that teaches classical and traditional architecture and urbanism. The only one I know is the at the University of Notre Dame in the States. How come Europe doesn't have it's own school? I think we should do something about it.

About the Corviale proposals: My favourite is professor's Mazzola design. It is a perfect example of intuitive and humane urbanism, something that we completely lack today.

Cheers!

ettore maria ha detto...

Thank you Leonin, you're right, unfortunately there's no school in Europe with a program like the one of Notre Dame ... where I'm teaching.
Kind regards
Ettore Maria Mazzola

traslochi roma ha detto...

un blog molto interessante

Pietro Pagliardini ha detto...

Il commento sopra mi sembra alquanto "promozionale". Vorrà dire che lo prenderò come un invito a traslocare dal Corviale, visto che tra tanti post possibili è stato scelto proprio questo.
Pietro

Fabrizio Giulietti ha detto...

OK, l'ho letto anche io... in ritardo, ma l'ho letto.

Vorrei sottolineare ancora una volta quanti soldi ha fatto buttare la Polverini alla Regione Lazio in brochure e plichi informativi, e quale è il disprezzo di tali figuri nei nostri confronti, che avevamo preparato A COSTO ZERO, interventi, progetti e relazioni sull'abbattimento e la ricostruzione di Corviale.

Per concludere: abbiamo politici che ci hanno fatto pagare con spregio il nostro rispetto per una vita in condizioni umane ed il nostro amore per Roma...

Pietro Pagliardini ha detto...

Meglio tardi che mai. Inutile dire che sono d'accordo. Comunico questo tuo commento a E.M. Mazzola che adesso se la sta spassando in Scozia.
Ciao
Pietro

ettore maria ha detto...

cari Pietro e Fabrizio,

da questa notte sono in Irlanda ... abbiamo avuto un volo un po' stravagante, con due tentativi di atterraggio non riusciti per questioni di nebbia ... alla fine ci hanno fatto atterrare a Shannon, due ore di distanza da dove dovevamo andare, così siamo arrivati a casa alle tre del mattino ... ma tutto è bene quel che finisce bene, sicché da oggi me la spasso in Irlanda, alla faccia dei cialtroni della regione Lazio. A proposito, sull'aereo che mi portava in Scozia c'era uno dei cialtroni più cialtroni del Comune di Roma, che ben mi conosce perché aveva fatto non pochi proclami e promesse sul progetto di via Giulia, poi è sparito nel nulla, nonostante la nostra conscenza, quando mi ha visto ha abbassato lo sguardo, è stato davvero patetico, ma è inutile aspettarsi di più da certa gente

Traslochi Roma ha detto...

Ottimo blog!

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