Al momento della scelta dell'indirizzo di questo blog, dopo una serie di tentativi a vuoto alla ricerca di un nome semplice e pertinente, la sorpresa: "regola" era libero! L'architettura è oppressa da leggi e regolamenti, i termini più altisonanti della "creativa" cultura architettonica erano già occupati ma una parolina così semplice e antica e comprensibile da tutti, cioè "regola", era libera!
Questo blog parla appunto di "regole" contro la sregolatezza architettonica.


24 febbraio 2009

PERCHE' POUNDBURY? UNA SPIEGAZIONE SEMPLICE

Pietro Pagliardini

Mediante l’urbanistica e l’architettura, l’ambiente e il paesaggio possono entrare nella città o, della città, costituire un elemento figurativo e spirituale determinante . [omissis]
Bisogna saper sfruttare questa fonte di benefici inestimabili. [omissis]
Ancora e sempre vale la norma dettata dal sole: e fra le leggi della natura e le imprese dell’uomo regnerà l’unità.
La ricerca delle unità di grandezza conforme ha stimolato l’invenzione di elementi architettonici e urbanistici tutti giustificati dalla tecnica moderna. [omissis]
Premuti come siamo dalle velocità meccaniche, avvertiamo urgente una necessità: liberare le città dalla costrizione e dalla tirannia della strada! Questa liberazione è oggi possibile.
Un esempio renderà evidente il cammino percorso: un esempio reso dalla pratica urbanistica corrente, anzi in voga, e che nelle scuole viene proposto come modello d’applicazione dei metodi di ricomposizione tendenti ad allargare le strade e a dar loro nuove sagome.
A: isolato di vecchie case
.


B: ricomposizione della proprietà fondiaria.

C: nuova disposizione edilizia, composta di edifici affaccianti su strade e su vasti cortili.

Risultati:
1) La strada rimane un corridoio, un luogo di transito comune ai pedoni, alle automobili, agli autobus, ai tram, ecc.;
2) Le facciate (le loro finestre) s’aprono sul frastuono e sulla polvere della strada o sui cortili;
3) L’orientazione delle abitazioni rimane arbitraria, perché dipende da tracciati vari che non hanno alcuna relazione con la norma solare;
4) Il verde ha una funzione limitata all’abbellimento dei cortili e non partecipa alla scenografia della strada, con mancato profitto per la città;
5) La disposizione adottata ignora i “prolungamenti della casa”, chiave del problema dell’abitazione.

Procedendo invece secondo i princìpi sviluppati nel nostro studio, si ottiene la disposizione rappresentata nella seguente figura:


Estesa agli isolati adiacenti, questa sistemazione determina spontaneamente la liberazione dei suoli riordinando le circolazioni pedonale e veicolari. [omissis]
Questo esempio basta a dare la misura della vastità del rinnovamento che proponiamo di operare mediante l’architettura e l’urbanistica. Abolita la tirannia della strada, tutte le speranze diventano lecite
”.
Estratto da Le Corbusier, Maniera di pensare l’urbanistica, Laterza, Capitolo sesto.

In questo breve brano e in questi 4 disegni c’è la più elementare spiegazione di Poundbury. Un bambino sarebbe in grado di capire: qui sta il “genio” di LC.

Basta riavvolgere il filmato di quei bei disegni ed ecco Poundbury.

Basta scorrere la rotellina del mouse in senso opposto e ….fare un salto nel passato? No, fare un feed-back, cioè una retroazione, cioè : “la capacità di un sistema dinamico di tenere conto dei risultati del sistema per modificare le caratteristiche del sistema stesso”, ed ecco Poundbury.

L’architettura si vanta spesso di essere scienza e quindi di dover sperimentare ma, nella scienza, quando gli esperimenti falliscono, se ne prende atto e si segue un’altra strada o si abbandona quel filone. Non c’è niente di scientifico nel battere la testa contro il muro della propria testardaggine e perseverare nell’errore.
Dunque occorre ricominciare da dove quell’ipotesi (che in realtà era una tesi asserita con certezza) ha avuto inizio, non si abbandona quel filone, cioè la strada e l’isolato, ma si aggiorna il sistema dinamico alle mutate condizioni sociali, economiche e culturali. Ed ecco Poundbury.

Ecco, ritorna la strada, senza la sua tirannia ma con la sua forza ordinatrice della città, con le case che vi affacciano direttamente e creano lo spazio urbano e quello sociale. L’ambiente dell’uomo torna alla sua naturalità, specifica ed unica tra tutti gli esseri viventi, che non è costituita da un substrato verde o da una natura incontaminata ma da una città costruita, murata, luogo di relazioni sociali, economiche e umane. La natura ritorna negli isolati, nei giardini privati, nei parchi di quartiere e urbani, nella campagna che sta fuori e che racchiude la città.

Quelle poche righe illustrate dai disegni sono la quintessenza dell’urbanistica moderna e della dissoluzione della città. Lì è raccolta non solo tutta la teoria ma, soprattutto, le conseguenze pratiche che essa ha avuto nella storia dell’urbanesimo dalla seconda metà del secolo scorso fino ad oggi.

A chi sostiene che non si può trascurare un genio come LC io dico che non lo trascuro affatto; anzi, è proprio perché lo considero così tanto che vorrei che fosse dimenticata, accantonata, rifiutata, respinta la sua teoria. Non mi costa niente riconoscere la sua genialità perché, estraneo al culto della personalità, non mi interessa quella, quanto le conseguenze molto poco geniali di tale genialità.

A chi sostiene che se le idee di LC hanno avuto tanto successo vuol dire che hanno trovato un humus positivo nella società e dunque erano le idee giuste al momento giusto io dico invece che erano le idee sbagliate al momento giusto. E la storia è piena di casi come questo, soprattutto nel secolo scorso, l’epoca in cui sono intervenuti nella storia uomini “grandi e geniali” che hanno tirato fuori le idee sbagliate al momento giusto, causando decine di milioni di morti i quali, immagino, avrebbero fatto volentieri a meno sia di quei geni che delle loro idee, se ne avessero intuito prima le conseguenze. Andiamoglielo a dire alle famiglie delle decine di milioni di vittime del comunismo e del nazismo, le ideologie salvifiche del ‘900, che quelli erano geni e che le loro idee erano giuste.

Erano, invece, proprio le idee ad essere sbagliate, ma le azioni erano quelle giuste al momento giusto per dar loro le gambe.
La maggioranza non ha sempre e necessariamente ragione e le sue idee non sono affatto sempre e necessariamente giuste.

Concludo con un altro brano sempre tratto da Maniera di pensare l’urbanistica, Capitolo settimo:
L’architettura e l’urbanistica sono lo specchio fedele d’una società: gli edifici ne sono i documenti più rivelatori. Occorre tuttavia che l’epoca abbai raggiunto la sua piena maturità. Nei momenti di transizione, gran parte dell’architettura è ancora soltanto nei progetti dei precursori; tuttavia questi progetti hanno valore assoluto e meritano attenzione come qualsiasi altro esempio già realizzato. Nel caso della nostra epoca, le numerose, infinite ricerche di laboratorio che hanno contrassegnato i centoventi anni della prima era industriale costituiscono un fondamento d’indiscutibile solidità.
Così, ad ogni ora del giorno, o dell’epoca, spiriti sagaci, predisposti a questo compito, sono in grado di giocare la partita del presente, che è di discernere le vie del futuro, permettendo alla società di adempiere alla sua missione e di costruirsi la sua vita. E’ in questo modo che si guida il gregge; in questo modo si guida il domani
”.

Ecco, appunto: LC ha saputo guidare il gregge. E si è trovato in buona compagnia di qualche altro “buon pastore”.

******
Segnalo su Le Corbusier questi interessante articoli su BBC News e su The Australian che mi fanno sentire meno solo:

9 commenti:

PEJA ha detto...

Io sono molto daccordo con le critiche mosse verso il Le Corbusier razionalista, però non ti accorgi che proprio parlandone dai coerenza al suo discorso? "Contro la comunicazione" di Perniola è abbastanza chiaro su questo...

Pietro Pagliardini ha detto...

Sarebbe come a dire che non si deve parlare male di Hitler altrimenti lo rievochiamo e gli diamo coerenza!

Comunque mi sembra di capire che non devo convincere te, e ciò mi fa piacere, ma il punto è che, ti posso assicurare, l'urbanistica di LC continua allegramente ad essere utilizzata tutt'ora e non in qualche caso sporadico ma in modo generalizzato.
Non mi sembra di vedere molti piani urbanistici, importanti o meno importanti, di metropoli o di città di provincia, che considerino la strada come elemento generatore e ordinatore della città; non vedo molti isolati ma solo lotti, di forma astratta e finalizzati esclusivamente a valorizzare l'oggetto architettonico isolato.
Quindi non credo di essere io ad evocarlo e a riesumarne la salma ma, purtroppo, LC è vivo e vegeto (culturalmente intendo) e, consapevolmente o inconsapevolmente, costituisce ancora il modello di riferimento più diffuso.

Se leggi le numerose e talora violente critiche, quando non il rigetto, di Poundbury te ne puoi rendere conto. Se fai un giro per i blog poi, salvo casi sporadici, ne avrai conferma. Se c'è quasi del livore come di lesa maestà verso LC un motivo ci dovrà pur essere!

Se c'è qualcuno, e dai link puoi vedere che il numero è in aumento, che sottolinea gli errori di un metodo a me sembra un fatto positivo. E' bene che se ne parli, eccome!
Saluti
Pietro

Anonimo ha detto...

SCRIVI IL TUO NOME FRA I PROMOTORI DI MILANO A SEDE DELLA GRANDE ARCHITETTURA INNOVATIVA MONDIALE.

PER SECOLI LA SCUOLA ARCHITETTONICA ITALIANA E' STATA BELLA ED INNOVATIVA ED OGGI HA LA POSSIBILITA' DI ESSERE ANCORA MAESTRA NEL MONDO E DI PORSI ALL' AVANGUARDIA IN OCCASIONE DELL' EXPO 2015 CON UN PROGETTO IMMEDIATAMENTE FATTIBILE, ALTAMENTE INNOVATIVO IN GRADO DI CONIUGARSI CON MILANO, COME PARIGI SI CONIUGA CON LA TORRE EIFFEL: LA “CITTA' IDEALE” DELL' ARCHITETTO GUGLIEMO MOZZONI.
E' UN GLOBO STRUTTURATO IN ACCIAIO E LEGNO CON 240 METRI DI DIAMETRO , ANTISISMICO, ELIOCENTRICO, CHE RECUPERA ED ENFATIZZA LA BELLEZZA DELLA DIMENSIONE UMANA DELL' ABITARE E DEL RAPPORTARSI PER 25.000 PERSONE. LA SUA REALIZZAZIONE, QUANTIFICATA DALL' ING. GIORGIO BORRE' NEL COSTO DI UN MILIARDO E MEZZO TUTTO COMPRESO PORREBBE MILANO AL CENTRO DELL' ATTENZIONE MONDIALE, CREEREBBE UNA NUOVA SCUOLA ARCHITETTONICO-INGEGNERISTICA, FORMEREBBE MAESTRANZE ALTAMENTE SPECIALIZZATE IN GRADO DI ESPORTARE IL KNOW HOW IN TUTTO IL MONDO, CON GRANDI RITORNI FINANZIARI,
NELLA CAPIENTE MEMORIA DELLA GRANDE MADRE, LA RETE, SARANNO INCISI I NOMI DI COLORO CHE, LIBERI DA COMPROMESSI, VISCHIOSITA' CLENTELARI, ASSERVIMENTI AI POTERI FORTI, S' IMPEGNANO PER REALIZZARE IL PROGETTO IN NOME DELLA GRANDE ARCHITETTURA ITALIANA FAVORENDO IL RITORNO TURISTICO ED ECONOMICO CHE LA COSTRUZIONE, UNICA AL MONDO, DAREBBE A MILANO.
METTEREMO IN RETE I NOMI, GLI ATTI, GLI INTERVENTI E DAREMO VISIBILITA' AI PUBBLICI AMMINISTRATORI CHE, ALL' INTERNO DELLE ISTITUZIONI, SOSTERRANNO IL PROGETTO NONCHE' A TUTTI COLORO CHE, CON LE PROPRIE SPECIFICHE COMPETENZE, SI ATTIVERANNO AFFINCHE' L'OPERA SI REALIZZI.
LA GRANDIOSITA' DELLA PROPOSTA ARCHITETTONICA DI GUGLIEMO MOZZONI E' STATA RECEPITA DAI VISITATORI AL CASTELLO SFORZESCO DI MILANO NELL' ESPOSIZIONE DEL MODELLO DELLA “CITTA' IDEALE“ ALLA CUI REALIZZAZIONE HA PARTECIPATO GIULIA MARIA CRESPI.
AI POLITICI CHIEDIAMO, COME ATTO DI AMORE PER L' ITALIA, DI ANTICIPARE UNA PICCOLA PARTE DELLE INGENTI RISORSE DI CUI LA LOMBARDIA DISPORRA' IN OCCASIONE DELL' EXPO 2015 E DI AGEVOLARE L' INSEDIAMENTO IN SPAZI GIA' DISPONIBILI.
LA“CITTA' IDEALE”, NEL CUI PROGETTO GUGLIEMO MOZZONI E GIULIA MARIA CRESPI HANNO TRASFUSO IL PROPRIO SENTIRE SOCIALE, RESTITUISCE ALLA DIMORA DELL' UOMO LA BELLEZZA DEGLI ORTI, DEI GIARDINI E DEGLI SPAZI SOCIALI NONCHE' LA FUNZIONALITA' CHE CONSENTE DI RAGGIUNGERE A PIEDI OGNI PUNTO DEL QUARTIERE CON UN PERCORSO DI POCHI METRI.
LE DIFFUSE INNERVATURE INFORMATICHE ADEGUANO ALL' ERA INTERNETTIANA LA CASA DA CUI E' POSSIBILE DARE L' APPORTO DISINTERESSATO DEI PROPRI SAPERI PER LE SOLUZIONI DEI PROBLEMI SOCIALI E DI CONCLAMARE LA CENTRALITA' DI CITTADINO CON IL CONTROLLO VIA INTERNET SULL' AGIRE DEI PUBBLICI AMMINISTRATORI COME E' SCRITTO NEI CANONI DI UNA AUTENTICA DEMOCRAZIA DIRETTA.

Francesco Miglino segretario nazionale del partito internettiano
Via Torelli Viollier, 33 – 20125 MILANO www.partitointernettiano.it

Preziosa è la tua adesione: francmi2006@google.com

Scritto da: francesco miglino | venerdì 4 luglio 2008 at 01:03

Pietro Pagliardini ha detto...

Ho pubblicato questo "appello", anche se non pertinente con il post perché non è né offensivo né volgare, quindi non censurabile.
Mi ripropongo un commento con maggiore calma.
Pietro

Pietro Pagliardini ha detto...

Lorenzo, ho dovuto cancellare il tuo commento per l'uso di un termine che può essere ritenuto offensivo. Mi fai un piacere se lo rimandi sostituendo quel termine con un altro più idoneo.
Tra l'altro, nella sostanza, io sono d'accordo con te. Molto meno nella forma.
Basta che tu legga questo mio post:
http://regola.blogspot.com/2009/01/expo-2015-la-citta-ideale-di-mozzoni.html
Saluti
Pietro

Anonimo ha detto...

Bè, precisamente non ricordo cosa avessi scritto, comunque posso esprimere la mia opinione in modo un pò meno aggressivo. Intanto devo dire che è proprio perchè avevo già letto il tuo post (mi permetto di darti del tu) e mi ero andato a vedere il progetto e le interviste di Mozzoni che mi ero lasciato andare a quel termine. Comunque il concetto è semplicemente che gli architetti sono spesso degli irresponsabili e sembra non si rendano conto che dentro ai loro plastichetti ci deve andare a vivere della gente; in questo caso secondo il sig. Mozzoni della gente in carne ed ossa dovrebbe andare a vivere dentro ad una palla (!?). Chiariamoci, rispetto la persona e la sua veneranda età, però penso sia inaccettabile che uno per il solo fatto di aver preso una laurea debba essere considerato un maestro e possa attentare alla vita di tanta gente! Fra l'altro io sto al quarto anno di architettura e in questi anni penso di aver cominciato a capire diverse cose sulla categoria degli architetti: quando ero entrato vedevo che veniveno esaltati da parte dei professori progetti ed architetti che erano chiaramente abominevoli (o almeno qualsiasi persona di buon senso li avrebbe ritenuti tali); però inizialmente pensavo: "vabbè, i miei professori hanno studiato e ci sarà sicuramente un motivo per cui viene esaltata determinata gente, un giorno capirò anch'io..."; poi però mi sono accorto non solo che non c'era niete da capire, ma anche che molte delle persone che insegnano nella mia facoltà sono tristemente ignoranti. E' da un po' che leggo questo blog, quindi conosco ciò che pensi di uno come le corbusier (tanto per fare un esempio di uno che viene idolatrato in facoltà): da parte mia penso che le corbusier stia alla storia dell'architettura come hitler sta alla storia dell'umanità. Penso che lui fosse profondamente convinto di essere il messia; sicuramente se ne fregava del parere estetico che qualche operaio ignorante e zozzone avrebbe potuto esprimere riguardo al suo lavoro (anche se il suddetto zozzone sarebbe doveto andare a vivere nel suo capolavoro). Tutto questo per dire che mi auguro che la gente prima o poi si ribelli a questo stato di cose e che si senta pienamente legittimata ad esprimere il proprio punto di vista sull'architettura fidandosi esclusivamente delle proprie sensazioni e non di ciò che dice l'esperto di turno. Io penso che i giudizi più veri sull'architettura li dovremmo chiedere ai bambini perchè sono gli unici che, in quanto a sensazioni, si fidano solo di se stessi: un bambino vivrebbe volentieri nell'untà d'abitazione di Marsiglia, o al Corviale di Roma, o dentro ad una palla...? (chissà perchè ma ogni volta che penso a sta palla mi viene da ridere). Io penso ormai di essere vaccinato e mi lascio scorrere addosso tutte le stronzate che mi vengono raccontate, il problema è che non tutti hanno la voglia o la curiosità di chiedersi se veramente ciò che gli viene raccontato abbia un senso...! Forse ho divagato un po' troppo ma ogni volta che vedo certi progetti mi girano parecchio gli zebedei. Senza contare (come se non bastasse) che la Roma è stata appena derubata dalla maledetta inter (un'altra volta), e quindi sono un po' nervoso. Pazienza...
arrivedervi
Lorenzo

P.S. Se c'è qualche parola o espressione che preferisci non venga scritta nel tuo blog sentiti pure libero di tagliare il mio commento a tuo piacimento.

Pietro Pagliardini ha detto...

Lorenzo, mi sembri un pò troppo giovane per farti scivolare tutto addosso! Tanto più che sei tra coloro (ma non siete pochissimi, basta andare sui siti Bovisiani e Archiwatch per capirlo meglio)che riescono a vedere dietro la cortina fumogena di parole che spesso nasconde il nulla.
Sulla palla se fai una ricerca ci sono un paio di post anche su Archiwatch non particolarmente benevoli.
Quello che è preoccupante è non tanto la proposta (ce ne sono tante di proposte strane o bislacche), quanto il fatto che se vai sul Corriere.it e cerchi Mozzoni ti renderai conto che, tra il serio e il faceto, c'è chi la considera come una possibilità.

Quanto al calcio ti posso dire poco: personalmente non mi piace. Però ho un figlio arbitro (e interista) quindi....devo difendere d'ufficio la categoria.
Saluti
Pietro

Pietro Pagliardini ha detto...

PER LORENZO. QUESTA E' UNA COMUNICAZIONE DI SERVIZIO: POTRESTI MANDARMI LA TUA MAIL? PUOI SCRIVERMI O SE PREFERISCI LASCIARMI UN COMMENTO.
Ti spiegherò meglio via mail.
Pietro

PEJA ha detto...

Hitler è un esempio che da forza alla mia tesi: i neonazzisti esistono perchè si fa tanta retorica su quel personaggio. Un modo molto efficace per attaccare un personaggio e non parlarne. E quello che fa il governo attuale...

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